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Cerchietto rosso sul calendario alla data 28 febbraio per tutte le società ed associazioni sportive dilettantistiche che hanno corrisposto nel corso del 2007 compensi a: - lavoratori dipendenti o collaboratori “a progetto”; - professionisti o collaboratori occasionali; - sportivi dilettanti e collaboratori sportivi, compresi coloro che hanno compiti amministrativo-gestionali.

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Il Ministero del Lavoro, l'Inps, l'Inail e l'Enpals hanno diramato un documento comune (datato dicembre 2007, ma reso noto la scorsa settimana) nel quale viene delineata l'attività di vigilanza per l'anno 2008 (documento che si allega - file .pdf). Cerchiamo di cogliere alcuni aspetti che interessano le società ed associazioni sportive dilettantistiche.

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La Legge n. 128/2004 modificando quanto previsto dall’ art. 90, della legge n. 289/2002, stabilisce che gli enti sportivi dilettantistici possono assumere la forma di società cooperativa sportiva dilettantistica . Il presente documento analizza alcune caratteristiche di tale forma societaria.

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I beni non di lusso alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa, diversi dalle derrate alimentari e prodotti farmaceutici, che presentino imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che, pur non modificandone l’idoneità di utilizzo, non ne consentono la commercializzazione o la vendita, rendendone necessaria l’esclusione dal mercato o la distruzione, qualora siano ceduti gratuitamente alle ONLUS, per un importo corrispondente al costo specifico sostenuto per la produzione o l’acquisto complessivamente non superiore al 5% del reddito d’impresa dichiarato, non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ai fini delle imposte sui redditi e si considerano distrutti agli effetti dell’Iva.

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La Corte di Cassazione, rispetto alla rilevanza IRES delle attività di bar gestiti da circoli sportivi ricreativi e culturali, si è ormai cristallizzata su un’interpretazione sempre più favorevole alle posizioni dell’Amministrazione Finanziaria. Le più recenti pronunce infatti, attribuiscono alle somministrazioni tramite bar effettuate dai circoli nei confronti dei propri associati, un’intrinseca rilevanza tributaria. In proposito, le eccezioni alla predetta regola generale, sembrerebbero marginali e relegate agli ambiti della raccolta fondi, della prestazione di servizi a prezzi di costo e alla promozione sociale riconosciuta dal Ministero degli Interni. Le osservazioni fin qui richiamate sono riscontrabili nella loro interezza anche nell’ambito della recente sentenza n.22533 del 26/10/2007. Pronuncia, quest’ultima, che lascia perplessi per la scarsezza delle argomentazioni utilizzate dal giudice di legittimità, per inquadrare il fenomeno della somministrazione effettuato da circoli nell’ambito della piena imponibilità IRES.

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La classificazione delle attività economiche rappresenta uno strumento indispensabile per comprendere e, quindi, poter governare il mondo delle imprese in generale ed anche le associazione e società sportive dilettantistiche. Solo definendo in modo preciso le tipologie di attività svolte dagli operatori, infatti, se ne possono definire i comportamenti economici e, conseguentemente gli adempimenti fiscali. Classificarsi correttamente rappresenta, pertanto, un vantaggio reciproco sia per i contribuenti, che vedranno riconosciute le loro specificità, sia per l’amministrazione, che potrà calibrare meglio la richiesta fiscale tenendo conto di tali specificità. a cura della Dott.ssa Valentina Di Renzo, Consulente Provinciale Fiscosport Venezia

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La prima parte è stata pubblicata nella newsletter n. 37/2007 del 15 novembre 2007. 5 – I RAPPORTI DI LAVORO SUBORDINATO (cenni) Non è questa la sede per approfondire i diversi e numerosi aspetti legati alla disciplina del lavoro dipendente, si vogliono solo qui ricordare le principali caratteristiche ed i principali adempimenti a carico del datore di lavoro. Si sottolinea inoltre la necessità, qualora si intendesse procedere all’assunzione di lavoratori dipendenti, di avvalersi della consulenza e dei servizi di un professionista abilitato, trattandosi di adempimenti complessi che difficilmente un sodalizio sportivo è in grado di gestire al proprio interno. Appare opportuno evidenziare, in primo luogo, quanto segue: Qualora si instauri un rapporto di lavoro subordinato il trattamento, sia economico che a livello di organizzazione del rapporto di lavoro, non è rimesso alla libera contrattazione delle parti, ma è disciplinato dai Contratti Collettivi; la libera contrattazione, eventualmente, può prevedere esclusivamente trattamenti migliorativi; Sotto questo aspetto va segnalato che

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L'art. 90 della Legge 27/12/2007 n. 289 ("Finanziaria 2003"), ha esteso le agevolazioni previste per le associazioni sportive dilettantistiche, anche "alle società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali senza fine di lucro". Esistono però molte differenze rispetto all'applicazione delle agevolazioni alle associazioni sportive dilettantistiche. Le maggiori criticità sono le seguenti: -l’intrasmissibilità della quota -la non coincidenza fra soci e utilizzatori -la distribuzione indiretta di utili

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Dal 23 novembre 2007 cambiano le modalità con cui un lavoratore intende presentare le proprie dimissioni. Non sarà più necessario presentarle per iscritto su un anonimo foglio di carta, ma diventa necessario utilizzare un apposito modulo appositamente predisposto, che avranno validità di quindici giorni dalla data di emissione. Queste sono le principali novità previste dalla L.188 del 17 ottobre 2007, pubblicata in gazzetta ufficiale n.260 dell’8 novembre 2007.

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... omissis ... OBBLIGHI PREVIDENZIALI ED ASSISTENZIALI : Gli Istituti previdenziali ed assistenziali non hanno largheggiato in emanazione di circolari esplicative relative al lavoro volontario e, soprattutto, hanno, nel tempo, offerto interpretazioni contrastanti. Per quanto riguarda INPS e l’INAIL, l’attuale posizione può essere riassunta, nella sostanza, nel principio secondo il quale, qualora la prestazione sia effettivamente a titolo di volontariato gratuito, non insorge alcun obbligo né previdenziale né assicurativo in capo all’organismo sportivo che ne usufruisce. Al contrario L’ENPALS , che rappresenta l’ente previdenziale di riferimento del mondo sportivo, è in totale controtendenza, ed ha assunto una posizione assolutamente più rigida. Infatti l’Ente ha avuto modo in varie circostanze di precisare (cfr. circ. n. 20 del 04/06/2002, lett. C) che: “Poiché il contratto di lavoro è: · oneroso (deve esserci una retribuzione che è la naturale controprestazione dell’attività lavorativa, art. 36 della Costituzione); · sinallagmatico (le prestazioni sono corrispettive, da un lato esiste la prestazione lavorativa, dall’altro la retribuzione)

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a cura del Dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport Toscana Il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 14/5/07 torna, fra l’altro, sulla questione della detrazione del 19% delle spese per l’iscrizione alle palestre. Da tale comunicato non emergono novità, a parte che in più punti si riferisce alla spese sostenute per “i figli”, mentre la Legge parla ben più genericamente di “ragazzi”, non richiedendo quindi ulteriori requisiti, quali essere figli, essere a carico, essere conviventi, o altro.

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10 - LA CONTRIBUZIONE ENPALS NELLO SPORT DILETTANTISTICO 10. 1 - INTRODUZIONE L’ENPALS – Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo – è un Ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, istituito con D.Lgs. del Capo Provvisorio dello Stato 16/07/1947 n. 708, ratificato, con modificazioni, dalla L. 29/11/1952 n. 2388. Oltre che dal decreto istitutivo di cui sopra, l’assicurazione all’ENPALS è disciplinata anche dal D.P.R. 31/12/1971 n. 1420, dalla L. 30/04/1969 n. 153, dal D.Lgs. 30/04/1997 n. 182 nonché dall’art. 43, comma 2, della L. 27/12/2002 n. 289 (legge finanziaria 2003) il quale, integrando l’art. 3, comma 2, del D.Lgs. 708/1947, ha deferito “al Ministero del Lavoro ……… su eventuale proposta dell’ENPALS, il potere di adeguare con decreto le categorie dei soggetti assicurati obbligatoriamente all’ENPALS”. 10.2 - LE CATEGORIE DI LAVORATORI SPORTIVI ASSOGGETTATE A CONTRIBUZIONE 10.2.1 IL D.M. 15-03-2005 E LE CIRCOLARI ENPALS N. 7 e 8/2006 10.2.2 LE VERIFICHE SIAE/ENPALS E LE REAZIONI DEL MONDO SPORTIVO DILETTANTISTICO 10.2.3 LA POSIZIONE DELLA DOTTRINA 10.3 L'INTERVENTO DEL CONI, LA CIRCOLARE ENPALS N. 13 DEL 07/08/2006 ED IL RINVIO DEL TERMINE PER IL PAGAMENTO 10.4 LA CORRETTA QUALIFICAZIONE DEL RAPPORTO LAVORATIVO

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9 – I COMPENSI AGLI SPORTIVI DILETTANTI La disciplina tributaria dei compensi, premi, indennità di trasferta e rimborsi forfetari di spesa corrisposti ai soggetti che svolgono attività sportiva dilettantistica è stata originariamente istituita dall’art. 25, comma 4 della legge n. 133/1999 e successive modificazioni, e successivamente rivista, aggiornata ed estesa ad una più ampia platea di potenziali beneficiari con l’art. 37 della L. 342/2000 e, da ultimo, con l’art. 90 della Legge 289/2002 (finanziaria 2003). I compensi in oggetto sono collocati all’art. 67, comma 1, lett. m) del TUIR (redditi diversi) e beneficiano di uno speciale trattamento anche ai fini previdenziali ed assistenziali: 1) Sono considerati redditi diversi

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