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22m_normativa
Giunge in Redazione un quesito molto interessante: Una a.s.d. che opera nel settore della pallavolo qualche giorno fa ha ricevuto una lettera da parte della SIAE territorialmente competente, riguardante la programmazione di una verifica documentale per le annualità 2016-2017-2018. In tale comunicazione si fa riferimento alle facoltà di cui all'art. 52 del d.p.r. 633/72 per richiedere l'esibizione di una serie di documenti amministrativi e contabili (dallo statuto ai verbali assemblea, dal libro soci ai bilanci, modelli F24 ecc.) per gli anni 2016-2017-2018. Si chiede conferma del fatto che la SIAE, in virtù della convenzione firmata nel 2009 con l'Agenzia delle Entrate, avente una durata di 10 anni (e poi rinnovata?), abbia effettivamente ancora i poteri per richiedere tale verifica documentale. (Quesito dell'Utente n. 3550)

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10m_giurisprudenza
In materia di esenzione ICI (e IMU) i due recenti provvedimenti emessi dalla quinta sezione della Suprema Corte, offrono lo spunto per analizzare il presupposto soggettivo e oggettivo dell’agevolazione prevista per gli immobili a uso sportivo.

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10m_giurisprudenza
Il caso esaminato nella recente pronuncia che si annota non riguarda un’associazione sportiva ma trattando dell’applicazione di norme civilistiche ha naturalmente una portata generale che interessa qualsiasi associazione e pertanto anche i sodalizi sportivi. La pronuncia offre dunque lo spunto per richiamare l’attenzione su un aspetto sostanziale, spesso trascurato, del rapporto con gli associati e per soffermarsi sugli aspetti formali e sostanziali della delibera di espulsione: quali sono i passaggi da seguire? E quali le motivazioni valide?

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22m_normativa
È stata reintrodotta la denuncia fiscale per la vendita dei prodotti alcolici, anche a carico degli operatori che medio tempore, ovvero dal 29 agosto 2017 al 29 giugno 2019, hanno avviato l’attività senza essere tenuti all’osservanza del predetto vincolo.

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10m_giurisprudenza
L’art. 71 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. n. 117/17) nel prevedere che le sedi degli enti del Terzo settore e i locali in cui si svolgono le relative attività istituzionali siano compatibili con tutte le destinazioni d'uso omogenee di cui al decreto del Ministero dei lavori pubblici 2 aprile 1968 n. 1444, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, riproduce l’agevolazione già spettante alle associazioni di promozione sociale in base all’art. 32 comma IV L.383/2000, ora abrogato dalla riforma. La nuova disposizione è già applicabile alle APS iscritte ai rispettivi registri e verrà estesa a tutti gli ETS, dopo la piena attuazione della riforma, con l'operatività del RUNTS. Al riguardo, si segnalano alcune recenti pronunce della giurisprudenza amministrativa che, pur non facendo diretta applicazione della nuova disposizione, data la sostanziale corrispondenza con quella originaria destinata alle APS, meritano di essere tenute in considerazione non solo ora ma anche in una prospettiva futura.

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10m_giurisprudenza
Nell’andamento ondivago della giurisprudenza sul tema del corretto principio da applicare in merito alla modalità di determinazione della base imponibile ai fini IRES e IRAP per le ASD/SSD che abbiano optato per la Legge 398/1991, si inserisce anche la sentenza n. 710 del 04/06/2019 della Commissione Tributaria Regionale per la Liguria.

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10m_giurisprudenza
La fusione per incorporazione disciplinata dai regolamenti federali comporta l’applicazione delle regole civilistiche in tema di fusioni societarie, estensibili anche alle associazioni non riconosciute; pertanto la società sportiva incorporante risponde a norma dell’art. 2504bis c.c. dei debiti dell’incorporata.

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10m_giurisprudenza
La notizia della recente sentenza della Corte di Cassazione sui compensi sportivi (n. 21535 del 20/8/2019) pubblicata da quotidiani locali, rimbalzata sui social media e amplificata dalla rete, ha lanciato un messaggio tanto preoccupante quanto impreciso: le palestre di fitness “a marchio CONI” non possono usufruire delle agevolazioni fiscali. Sarà proprio così? Proviamo a fare chiarezza.

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10m_giurisprudenza
La sentenza che si annota - Corte d’Appello di Venezia, sezione lavoro, 13 giugno 2019 n. 152 - ha riconosciuto pienamente legittimi i compensi erogati da una a.s.d. a istruttori e addetti alla segreteria, in presenza del riconoscimento sportivo e dello svolgimento di attività sportiva dilettantistica o amministrativa gestionale, e conseguentemente ha respinto le pretese contributive di Inps (gestione ex Enpals) e Inail dirette ad escludere il regime dei redditi diversi sul presupposto del carattere professionale e continuativo delle prestazioni rese dai collaboratori.

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22m_normativa
Delle nuove regole relative allo "Sport Bonus 2019" abbiamo dato conto nella scorsa Newsletter: pochi giorni dopo l'Ufficio per lo Sport ha dato notizia che - diversamente da quanto anticipato - il periodo entro il quale possono essere presentate le domande (c.d. "prima finestra") va dal 4 giugno al 4 luglio. Di seguito si indicano le modalità operative di accesso alla procedura.

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22m_normativa
L'Ufficio per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comunicato l'avvenuta registrazione da parte della Corte dei Conti del d.p.c.m. riguardante le regole di attuazione del credito di imposta per le erogazioni liberali in denaro effettuate nel corso del 2019 e relative a interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici

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10m_giurisprudenza
Una recente pronuncia della Commissione Tributaria Regionale del Veneto, n. 260/1/2019 depositata il 9/4/2019, valorizzando il ruolo delle clausole statutarie, ha affermato la spettanza delle agevolazioni in favore di una a.s.d. e annullato l’avviso di accertamento con il quale Agenzia delle Entrate aveva disconosciuto la natura associativa del sodalizio e riqualificato l’attività istituzionale in attività commerciale sulla scorta di rilievi di routine che investivano, per un verso, le formalità assembleari e per altro verso, la natura corrispettiva degli abbonamenti pagati dagli associati.

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10m_giurisprudenza
Una recente sentenza della Corte d’Appello di Milano (App. Milano, sez. lav., n. 70 del 25 gennaio 2019) afferma che le prestazioni degli istruttori rese in forma coordinata e continuativa siano configurabili come rapporti di lavoro parasubordinato, assoggettati quindi all’obbligo di comunicazione preventiva al Centro per l’impiego e alla registrazione sul Libro Unico del Lavoro. La decisione pone dunque un ulteriore dubbio sul già intricato panorama di incertezze che investe l’inquadramento delle collaborazioni sportive: devono effettuarsi gli adempimenti UNILAV e LUL anche per le prestazioni sportive c.d. pure? L’interpello n. 22/2010 non conferma forse tale obbligo soltanto per le collaborazioni coordinate e continuative a carattere amministrativo gestionale?

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