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1- PREMESSA La visita medica per l’accertamento dell’idoneità alla pratica dell’attività sportiva è un adempimento di fondamentale importanza, sia sotto l’aspetto della regolarità della documentazione necessaria per lo svolgimento dell’attività sportiva che, soprattutto, in relazione alla responsabilità del dirigente sportivo. La normativa vigente prevede infatti che chiunque intenda svolgere un’attività sportiva agonistica comunque regolamentata debba sottoporsi ad una visita medica differenziata per le singole discipline sportive, presso un servizio pubblico, convenzionato o accreditato di medicina dello sport, mentre, qualora l’attività sportiva assuma carattere non agonistico, la visita medica ed il relativo certificato competono al medico di base od al pediatra, i quali, in caso di esito positivo della visita, rilasceranno un certificato di idoneità sportiva non agonistica generico, senza obbligo di indicazione dello sport praticato e, quindi, utilizzabile per la pratica di diverse attività sportive non agonistiche. Si tratta di un obbligo che viene troppo spesso sottovalutato, anche se, purtroppo, torna drammaticamente in evidenza ogni qualvolta ci si trova di fronte a situazioni quali decessi o invalidità permanenti determinate dallo svolgimento dell’attività sportiva ovvero verificatesi nel corso dello svolgimento di un’attività sportiva. In tali casi, qualora l’atleta risulti privo di certificato di idoneità (ovvero con certificato non regolare) la responsabilità (civile e penale) ricade sul Presidente della società e su coloro che, verosimilmente, potevano essere al corrente della situazione, quali i dirigenti della società (segretario, direttore sportivo), il medico sociale e l’allenatore. In caso di manifestazioni a partecipazione individuale (es. gare podistiche, podistiche, tornei amatoriali etc.) è da intendersi responsabile il Presidente del Comitato Organizzatore, cui spettano gli stessi compiti del presidente della società sportiva in relazione agli atleti partecipanti non iscritti a società sportive. Il problema del mancato rispetto dell’obbligo assume connotazione importante anche per le visite agonistiche; nonostante la visita sia obbligatoria per legge e condizione "sine qua non" per il tesseramento sportivo , non tutti gli atleti vengono sottoposti a visita di idoneità: nel Lazio, su un totale di circa 700.000 atleti agonisti , sembra che vengano sottoposti a visita meno del 50%, nelle Marche l’indice di ’”evasione” è calcolato in di ca. il 35-40% e nel Veneto tale percentuale si attesta nell’ordine del 40%. Infine, è importante sottolineare sin d’ora – anche se l’argomento sarà approfondito “ ultra ” – che eventuali dichiarazioni di assunzione di responsabilità sottoscritte dal praticante l’attività sportiva allo scopo di liberare il soggetto responsabile ai sensi di legge (Presidente della società o del comitato organizzatore) non hanno alcuna validità . 2- LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO 3 – LA VISITA MEDICO – SPORTIVA ED IL CERTIFICATO DI IDONEITA’ 4 – IL COSTO DEL CERTIFICATO – LA PARTECIPAZIONE ALLA SPESA SANITARIA 5 – CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE ALLEGATI:

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Il 16 marzo scade il versamento del saldo IVA dovuta per il periodo d’imposta 2006 per le associazioni e società sportive dilettantistiche che non hanno scelto il regime agevolato. Le società ed associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per il regime agevolato della Legge 398/91 sono esonerate dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali legate agli scopi istituzionali. L’articolo 90 comma 7 della Legge 289/2002, ha stabilito che le società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali senza scopo di lucro sono esonerate dal pagamento della tassa annuale di numerazione e bollatura dei libri contabili (nota 3 art. 23 tariffa allegata al D.P.R. 641/1972). L’esenzione potrà essere applicata solo se la società è regolarmente affiliata ad una Federazione Sportiva Nazionale o ad un Ente di Promozione Sportiva e se l’atto costitutivo e lo statuto abbiano recepito le prescrizioni.

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L'Agenzia delle Entrate ha finalmente pubblicato il modello per la formulazione dell'elenco per il 2007. Con un comunicato stampa del 6 marzo l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione degli operatori il modello , le istruzioni e il software  per i soggetti abilitati alla trasmissione telematica dei dati. La comunicazione era ormai attesissima, stante i termini più stretti per la presentazione del modello Unico per l'anno 2006 e gli ormai prossimi termini di presentazione dei modelli 730 ai CAF. Ormai l'argomento era diventato oggetto di interrogazioni parlamentari, perché la formulazione (assai infelice) della nuova versione del 5 per mille, contenuta nella finanziaria per l'anno 2007, lasciava a successivi decreti l'attivazione della procedura. Per l'anno 2007 la domanda di iscrizione può essere presentata entro il prossimo 20 marzo.  (per vedere l'intera notizia, cliccare su >> al termine della presente news ) Ricordiamo sempre che, a nostro avviso, le associazioni sportive dilettantistiche sono escluse dalla facoltà di presentare l'istanza, salvo il caso in cui operino nella qualifica di Onlus e l'attività sia rivolta a favore di soggetti svantaggiati (ad. es. a favore di disabili, di norma con affiliazione al C.I.P.) - ndr    

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1.1.Fondo patrimoniale comune – Autonomia patrimoniale imperfetta e perfetta. I contributi degli associati e i beni acquistati dall’ente costituiscono il c.d. fondo comune e su di esso si possono eventualmente soddisfare i terzi creditori dell’associazione. Ancorché il patrimonio (fondo comune) dell’ente si distingua e differenzi da quello degli associati, solo l’associazione riconosciuta gode di autonomia patrimoniale perfetta . L’associazione non riconosciuta non gode di autonomia patrimoniale perfetta, ma solo imperfetta, perché per soddisfare le obbligazioni dell’associazione sono responsabili solidalmente e personalmente coloro che hanno agito in nome e per conto dell’associazione medesima (art.38 c.c.) L’associazione riconosciuta, invece, (come anticipato) gode di autonomia patrimoniale perfetta ed il suo patrimonio rimane nettamente distinto dal patrimonio dei suoi componenti. Conseguentemente: · I beni dell’ente appartengono a questo e non ai singoli associati; · Tra l’associazione ed i suoi membri possono costituirsi rapporti giuridici patrimoniali; · Il creditore di un’associazione riconosciuta non può opporre le sue ragioni di credito nei confronti dei singoli associati, i quali rispondono solo nei limiti della quota conferita. · Il creditore del singolo membro non è anche creditore dell’ente e, in caso di insolvenza, può rivalersi soltanto attaccando il patrimonio del suo debitore e non anche quello sociale. · Gli amministratori sono responsabili verso l’ente secondo le norme del mandato (art.18 c.c.) ed è però esente da responsabilità quello degli amministratori il quale non abbia partecipato all’atto che ha causato il danno, salvo il caso in cui, essendo a cognizione che l’atto si stava per compiere egli non abbia fatto constatare il proprio dissenso. 2. Le Società di Capitali Come si è anticipato, qualora si voglia avviare un’attività sportiva dilettantistica nella forma societaria, usufruendo del regime fiscale di favore previsto dagli artt. 148 TUIR e 90 della L. n. 289/2002 non si dovrà optare per una società di persone, ma dovrà procedersi alla costituzione di una società di capitali ovvero di una cooperativa. Limitando, per ora, l’ambito di esplorazione alla forma della società di capitali emerge, anzitutto, che

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Il termine di cinque giorni (di cui all’art. 7, comma 1, del Decreto 13.7.2000), concesso per poter annullare il biglietto che dà diritto ad assistere ad una manifestazione sportiva, è da considerare come perentorio. In caso di furto dell’abbonamento, il legittimo titolare può comunque accedere nella manifestazione sportiva tramite il rilascio di biglietti omaggio o biglietti a prezzi di favore, mentre, invece, non è possibile fiscalmente il rilascio di un duplicato del titolo di abbonamento rubato o smarrito. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 27 del 28.02.2007 (allegata) , in risposta ad una istanza di interpello posta dalla SIAE. Inoltre, la medesima Agenzia ha chiarito che

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Le prestazioni di spettacolo sportivo rese a coloro che assistono alla partenza e all’arrivo delle manifestazioni negli spazi o tribune appositamente allestiti, ove l’accesso viene circoscritto e controllato dall’organizzatore della manifestazione, sono soggette ad IVA e, se sono effettuate gratuitamente, vanno certificate con l’apposito titolo di accesso con l’indicazione dell’ingresso gratuito. Viceversa, la disciplina delle prestazioni gratuite non si applica nei casi in cui l’evento sportivo si svolge lungo un percorso, in aree o spazi non delimitati o circoscritti, ove l’accesso non dipende (cioè non è controllato, limitato o consentito) dall’organizzatore, e la manifestazione spettacolistica può essere fruita liberamente da chiunque si posizioni lungo il percorso. Poiché in tale ipotesi non si instaura un rapporto rilevante agli effetti tributari tra l’organizzatore e il singolo fruitore dell’evento, per conseguenza, l’organizzatore non deve rilasciare alcun titolo d’accesso agli spettatori che assistono liberamente alla manifestazione spettacolistica in spazi aperti. Si tratta di chiarimenti che sono contenuti nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 28 del 28.02.2007 (allegata) , rilasciati in risposta ad una istanza di interpello della SIAE. Le domande poste all’Agenzia delle Entrate

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La 2^ parte viene pubblicata nella newsletter n. 10/2007 dell'8 marzo 2007 1. Premessa Generalmente, quando si intraprende un’attività, ci si sofferma anzitutto sulla scelta della forma giuridica da utilizzare, prendendo in considerazione una serie di elementi che riguardano principalmente: la responsabilità patrimoniale; la convenienza fiscale; i costi; l'eventuale trasferibilità della partecipazione societaria; le prospettive economiche e finanziarie dell'attività aziendale; la finalità lucrativa o no profit. Ed, allora, si propenderà per la costituzione di un’associazione, in ragione dello scopo non lucrativo che si vuole perseguire, ovvero si sceglierà di costituire un’impresa o una società (di persone o di capitali), per avviare un’attività economica lucrativa. Si potrebbe, poi, optare per la costituzione di una società di capitali, considerando la minore difficoltà nella ricerca di capitale di terzi (se, ad esempio, per l'esercizio dell'attività fossero necessari ingenti capitali), ovvero in ragione della ridotta responsabilità patrimoniale (che è limitata al capitale sottoscritto, senza coinvolgere l'intero patrimonio personale), ovvero ancora, in considerazione della maggiore facilità di trasferimento delle proprie quote o azioni. In altri casi, si potrebbe scegliere di costituire una società di persone valutando i minori costi di avvio dell’attività (dal momento che per tali società non è richiesto un capitale sociale minimo). Anche in sede di avvio di un’attività sportiva dilettantistica gioverà scegliere con attenzione la forma giuridica da assumere, tenendo conto, anzitutto, che,

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Buon giorno e complimenti per l'ottimo ed utilissimo lavoro che state svolgendo. Sono consigliere di una associazione sportiva dilettantistica affilliata ad una federazione sportiva nazionale riconosciuta dal CONI. Nel periodo estivo il comune organizza, in convenzione con una cooperativa privata, corsi sportivi della durata di una settimana per i centri estivi. Considerando che non abbiamo partita Iva, che tipo di ricevuta dobbiamo rilasciare alla cooperativa per il corrispettivo ricevuto per la prestazione del servizio? Ringrazio anticipatamente, porgendo cordiali saluti. risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente Provinciale Fiscosport Siena

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La nostra Associazione Sportiva ha un contratto di sponsorizzazione per il periodo 01/07/06-30/06/07 (stagione sportiva). L'azienda ha pagato, ovviamente dietro regolare fattura, l'intero importo entro il 31/12/06 intendendo scaricare l'intera somma nel loro esercizio sociale 01/01-31/12/06. E' corretto oppure deve scaricare l'importo secondo il periodo di competenza del contratto. risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente Provinciale Fiscosport Siena

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L'Ufficio Stampa dell'Agenzia delle Entrate informa che sono in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i seguenti modelli per le dichiarazioni dei redditi 2007, approvati ieri, giovedì 15 febbraio, con l'apposito provvedimento del direttore dell'Amministrazione fiscale: Unico Persone Fisiche Unico Societa' di Persone Unico Societa' di Capitali Unico Enti Non Commerciali Unico Consolidato Nazionale e Mondiale Irap.

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Spett. Fiscosport, sto predisponendo le certificazioni dei compensi art 25 legge 133 per l'anno 2006. Vorrei chiedere: perchè nei vostri modelli non è prevista l'addizionale comunale che noi applichiamo? Non vi è possibile creare un modello per la suddetta certificazione in cui poter inserire i compensi al netto di ritenute e addizionali, compresa l'addizionale comunale? Grazie (per noi sarebbe di grande utilità). risposta a cura del Rag. Pietro Canta, Consulente Nazionale Fiscosport - Imperia

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Per gli atleti stranieri dilettanti (USA-Brasile-Serbia-Canada-Irlanda) che percepiscono più di 7.500 €., la ritenuta alla fonte (o d'acconto) va effettuata? Nel loro paese devono presentare la dichiarazione e pagare le imposte?  Devono presentare il modello Unico in Italia? Grazie per la risposta e complimenti per il Vs. utilissimo sito. risposta a cura del Dott. Franco Vollono, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Brescia

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La nostra società sportiva dilettantistica (srl) partecipa al campionato di pallacanestro di A1 femminile. Alle atlete, oltre al compenso di cui alla L.133/1999 e art.67-69 Tuir, diamo in comodato gratuito l’abitazione e l’uso di una autovettura. Tale comodato rientra nel concetto di compenso in natura e quindi va ad incrementare quanto percepito in denaro? Come si quantificano eventualmente tali voci? Possiamo applicare l’art. 25 legge 133, anche se siamo srl? Grazie per l’attenzione. risposta a cura del Dott. Franco Vollono, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Brescia

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Le associazioni sportive dilettantistiche potranno subire i controlli del Fisco nel corso del primo semestre 2007. In particolare per gli enti che esercitano un’attività di tipo commerciale sarà privilegiata la verifica del periodo d’imposta 2004, mentre l’estensione dei controlli alle altre annualità viene prevista solo in caso risulti effettivamente proficua per il conseguimento di gettito erariale. Le indicazioni sono state fornite dall’’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 2 del 23.01.2007 relativa alla prevenzione e contrasto all'evasione - Anno 2007 - Primi indirizzi operativi. I verificatori identificheranno il personale presente al momento dell'accesso, individuandone le mansioni svolte, la data di inizio e la natura del rapporto contrattuale; i dati acquisiti sranno così confrontati con quelli risultanti dai libri e dalle scritture obbligatorie. Inoltre dovranno essere rispettate le norme in materia di "Statuto dei diritti del contribuente", contenute nella legge n. 212/2000. Controlli per gli enti non commerciali camuffati Si terrà conto, altresì, delle annualità di imposta, per le quali gli uffici hanno a disposizione: · segnalazioni qualificate predisposte nell'ambito dell'attività di intelligence, in particolare riguardo le imprese nascoste sotto forma di enti non commerciali; · delle posizioni soggettive per le quali le Direzioni Regionali abbiano accertato l'insussistenza dei presupposti per la loro iscrizione nell'anagrafe delle ONLUS o di quelle per le quali le attività istruttorie effettuate abbiano individuato lo svolgimento di attività commerciali da parte di soggetti per i quali, in precedenza, sia stata accertata la sussistenza dei requisiti formali per l'iscrizione nell'anagrafe delle ONLUS. Tipologia e forma dei controlli

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