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La mancata comunicazione alla SIAE dell'adesione al regime fiscale agevolato per le associazioni sportive dilettantistiche fa decadere tutte le agevolazioni a questo collegate? E' previsto il ravvedimento operoso? Se si come? Ringrazio della preziosa risposta. risposta a cura della Dott.ssa Loredana Murizzasco, Collaboratrice della Redazione Fiscosport

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La L. 289/2002 ha modificato la normativa sulla deducibilità dei contributi (corrispettivi) alle associazioni sportive dilettantistiche portando il limite a € 200.000,00 considerando tale contributo per presunzione assoluta spesa di pubblicità. Qualora invece alla società sportiva (mia cliente) si dovesse prospettare l'opportunità di stipulare un contratto di sponsorizzazione per un corrispettivo superiore ai 200.000,00 euro lo sponsor potrà dedurre l'intero importo come spese pubblicitarie oppure sempre nei limite sopra indicato? risposta a cura della Dott.ssa Loredana Murizzasco, Collaboratrice della Redazione Fiscosport - prov. di Cuneo

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Nel 2006 abbiamo pagato compensi ad atleti non residenti in Italia sui quali non è stata operata la ritenuta a titolo d'imposta in quanto non eccedente il limite previsto di €. 7.500,00. Nel 2007 (entro lo scorso 15 marzo, come abbiamo visto riportato sul vs. ottimo sito) eravamo tenuti a spedire la certificazione dei compensi anche a questi atleti? Possiamo ancora farlo, senza incorrere in sanzioni ?  (o ci sapete quantificare a cosa andiamo incontro per il ritardo). Grazie e cordiali saluti. risposta a cura del Rag. Pasquale Garofalo, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Pordenone

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Una volta che l'Assemblea Straordinaria ha approvato le modifiche statutarie rese necessarie dall'adeguamento alla nuova normativa, quali adempimenti formali sono necessari oltre all'iscrizione al Registro Coni? occorre comunicare all'Agenzia delle Entrate la variazione della denominazione sociale, a seguito ad esempio dell'inserimento della sola parola "dilettantistica" in aggiunta alla vecchia denominazione? Grazie risposta a cura del Rag. Pasquale Garofalo, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Pordenone

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In qualità di amministratore unico di società sportiva dilettantistica a r.l. in regime 398/91 e titolare dell’attività, in data ...  ho ricevuto la visita di un incaricato RAI (regolarmente comprovato da tesserino di riconoscimento), il quale a seguito di una ispezione informale negli uffici amministrativi e nel locale accoglienza ha riscontrato la presenza di: n. 1 schermo plasma 42’’ posizionato in accoglienza, utilizzato quale mezzo di informazione per il perseguimento dei fini statutari agli utenti; n. 1 televisore, adibito alla video sorveglianza debitamente segnalata come prevista dalla normativa vigente; n. 1 schermo lcd 16” collegato al pc ed ad utilizzo esclusivo della segreteria della società; al termine della visita l’operatore ha invitato la società, a seguito del reperimento dei dati sociali, al pagamento del Canone TV RAI (abbonamento speciale categoria E), ai sensi del R.D.L. 21/2/1938 n. 246 (conv. L. 4/6/1938 n.880); L. 6/8/1990 n. 223 art. 27, - che obbliga a pagare chiunque detenga uno o più apparecchi atti ao adattabili alla ricezione delle trasmissioni televisive…- preannunciando come certo un controllo da parte della Guardia di Finanza a coloro i quali non abbiano regolarizzato la propria posizione. Aggiungendo altresì che la società ha ottemperato a regolarizzare la propria posizione per la filodiffusione (attività didattiche), il quesito che mi pongo è se l'imposta deve essere corrisposta o meno. In attesa di Vostro favorevole riscontro porgo Cordialità risposta a cura della Dott.ssa Valentina Di Renzo, Consulente Provinciale Fiscosport Venezia

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Quesito - trattamento delle perdite fiscali di anni precedenti di società a responsabilità limitata. Le volevo porre il seguente quesito. Nella compilazione del modello unico di una societa sportiva dilettantistica a responsabilità limitata che ha optato per il regime forfetario della L. 398 dopo aver calcolato e riportato al rigo RN1 del modello unico delle società di capitali il reddito forfetario, al rigo RN4 il programma riporta (nonostante siano compilati i rigi RF69 - RF71) l'importo della perdita pari al reddito RN1. In considerazione del fatto che il regime della 398 è stato solamente esteso alle società sportive dilettantistiche con la finanziaria 2003 e non hanno proceduto alla modifica e inserimento delle società sportive dilettantistiche nell'art.1 della L.398/91 (interessati), non risulta chiaro se la legge 398 sostituisce tutti o solamente alcuni articoli del capo II sezione I del TUIR (art.81-129). Posso riportare le perdite? La ringrazio e le porgo distinti saluti. risposta a cura del Dott. Roberto Conti, Consulente Provinciale Fiscosport Cremona

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Una società sportiva costituita in forma di srl senza fine di lucro gestisce una piscina comunale. Le entrate sono rappresentate dagli abbonamenti ai corsi di nuoto, dai cd “ingressi liberi” e da un contributo che l’amministrazione comunale riconosce per l’ingresso in piscina, gratuito per l’utente, degli alunni delle scuole elementari e medie. Premesso che l’atto costitutivo riporta tutte le indicazioni previste dalla normativa (L. 289/2002), che la società è affiliata alla FIN e che è iscritta nel registro CONI, la medesima società intende esercitare l’opzione per la L. 398/91. Come bisogna comportarsi successivamente a tale opzione? In sostanza le entrate di cui sopra restano commerciali (sebbene trattate con i forfait di cui alla L 398/91) oppure c’è una generale decommercializzazione perché si tratta di attività previste dall’oggetto sociale? Personalmente penso di dovermi comportare in questo modo: i corsi di nuoto rappresentano il corrispettivo specifico di un servizio e, pertanto, è decommercializzato solo se reso nei confronti di un tesserato/affiliato alla federazione/ente sportivo. Il contributo comunale rimane attratto nella sfera commerciale. Tuttavia operando in regime di 398/91 la tassazione sarebbe forfetaria sia ai fini IRES che IVA. risposta a cura del Dott. Roberto Conti, Consulente Provinciale Fiscosport Cremona - Crema (CR)

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Siamo un'associazione sportiva dilettantistica che pratica sport diversi (pattinaggio artistico ed equitazione); desidereremmo sapere se è obbligatoria l'iscrizione al registro Coni delle associazioni sportive dilettantistiche (noi siamo iscritti alla UISP ed abbiamo optato per la legge 398/91) e se la nostra regione (Lombardia) finanzia con dei bandi (così come fanno altre regioni italiane) lo sviluppo e la promozione dell'attività sportiva, con particolare interesse alle discipline da noi praticate. Vi ringrazio e porgo i più cordiali saluti risposta a cura del Dott. Maurizio Bottoni, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Monza

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Buongiorno, vorrei sapere se una associazione sportiva dilettantistica che gestisce un bar all'interno di un centro sportivo polivalente è tenuta all'emissione di scontrini fiscali o altro per documentare gli incassi? Dove bisogna annotare le entrate commerciali se la vendita viene effettuata anche ai non soci? risposta a cura della Dott.ssa Valentina Di Renzo, Consulente Provinciale Fiscosport Venezia

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Nella recente newsletter n.10/2007 dell`8 marzo 2007 viene sottolineato che le associazioni sportive dilettantistiche sono escluse dal beneficio del cinque per mille previsto dalla Finanziaria 2007 (articolo 1, comma 1234), salvo il caso in cui hanno ottenuto lo status di ONLUS, associazioni di promozione sociale o associazioni riconosciute ( intendendosi per tali quelle che hanno ottenuto il "riconoscimento della personalità giuridica" ). Alcune Federazioni Sportive Nazionali, tra cui la FISI (vedasi www.fisi.org /fisi lex/circolari 6 A 2007) hanno divulgato l`informazione, che anche le associazioni sportive dilettantistiche, affiliate ad una FSN e iscritte nel Registro CONI, rientrano fra le beneficiarie del cinque per mille e, pertanto, possono richiedere l`iscrizione nell`apposito elenco entro il 20 marzo 2007 ( ora 30 marzo 2007 - ndr ). Si chiede gentilmente una breve e urgente risposta. Grazie e cordiali saluti risposta a cura del Rag. Pietro Canta, Consulente Nazionale Fiscosport - Imperia

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1- PREMESSA La visita medica per l’accertamento dell’idoneità alla pratica dell’attività sportiva è un adempimento di fondamentale importanza, sia sotto l’aspetto della regolarità della documentazione necessaria per lo svolgimento dell’attività sportiva che, soprattutto, in relazione alla responsabilità del dirigente sportivo. La normativa vigente prevede infatti che chiunque intenda svolgere un’attività sportiva agonistica comunque regolamentata debba sottoporsi ad una visita medica differenziata per le singole discipline sportive, presso un servizio pubblico, convenzionato o accreditato di medicina dello sport, mentre, qualora l’attività sportiva assuma carattere non agonistico, la visita medica ed il relativo certificato competono al medico di base od al pediatra, i quali, in caso di esito positivo della visita, rilasceranno un certificato di idoneità sportiva non agonistica generico, senza obbligo di indicazione dello sport praticato e, quindi, utilizzabile per la pratica di diverse attività sportive non agonistiche. Si tratta di un obbligo che viene troppo spesso sottovalutato, anche se, purtroppo, torna drammaticamente in evidenza ogni qualvolta ci si trova di fronte a situazioni quali decessi o invalidità permanenti determinate dallo svolgimento dell’attività sportiva ovvero verificatesi nel corso dello svolgimento di un’attività sportiva. In tali casi, qualora l’atleta risulti privo di certificato di idoneità (ovvero con certificato non regolare) la responsabilità (civile e penale) ricade sul Presidente della società e su coloro che, verosimilmente, potevano essere al corrente della situazione, quali i dirigenti della società (segretario, direttore sportivo), il medico sociale e l’allenatore. In caso di manifestazioni a partecipazione individuale (es. gare podistiche, podistiche, tornei amatoriali etc.) è da intendersi responsabile il Presidente del Comitato Organizzatore, cui spettano gli stessi compiti del presidente della società sportiva in relazione agli atleti partecipanti non iscritti a società sportive. Il problema del mancato rispetto dell’obbligo assume connotazione importante anche per le visite agonistiche; nonostante la visita sia obbligatoria per legge e condizione "sine qua non" per il tesseramento sportivo , non tutti gli atleti vengono sottoposti a visita di idoneità: nel Lazio, su un totale di circa 700.000 atleti agonisti , sembra che vengano sottoposti a visita meno del 50%, nelle Marche l’indice di ’”evasione” è calcolato in di ca. il 35-40% e nel Veneto tale percentuale si attesta nell’ordine del 40%. Infine, è importante sottolineare sin d’ora – anche se l’argomento sarà approfondito “ ultra ” – che eventuali dichiarazioni di assunzione di responsabilità sottoscritte dal praticante l’attività sportiva allo scopo di liberare il soggetto responsabile ai sensi di legge (Presidente della società o del comitato organizzatore) non hanno alcuna validità . 2- LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO 3 – LA VISITA MEDICO – SPORTIVA ED IL CERTIFICATO DI IDONEITA’ 4 – IL COSTO DEL CERTIFICATO – LA PARTECIPAZIONE ALLA SPESA SANITARIA 5 – CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE ALLEGATI:

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Il 16 marzo scade il versamento del saldo IVA dovuta per il periodo d’imposta 2006 per le associazioni e società sportive dilettantistiche che non hanno scelto il regime agevolato. Le società ed associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per il regime agevolato della Legge 398/91 sono esonerate dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali legate agli scopi istituzionali. L’articolo 90 comma 7 della Legge 289/2002, ha stabilito che le società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali senza scopo di lucro sono esonerate dal pagamento della tassa annuale di numerazione e bollatura dei libri contabili (nota 3 art. 23 tariffa allegata al D.P.R. 641/1972). L’esenzione potrà essere applicata solo se la società è regolarmente affiliata ad una Federazione Sportiva Nazionale o ad un Ente di Promozione Sportiva e se l’atto costitutivo e lo statuto abbiano recepito le prescrizioni.

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L'Agenzia delle Entrate ha finalmente pubblicato il modello per la formulazione dell'elenco per il 2007. Con un comunicato stampa del 6 marzo l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione degli operatori il modello , le istruzioni e il software  per i soggetti abilitati alla trasmissione telematica dei dati. La comunicazione era ormai attesissima, stante i termini più stretti per la presentazione del modello Unico per l'anno 2006 e gli ormai prossimi termini di presentazione dei modelli 730 ai CAF. Ormai l'argomento era diventato oggetto di interrogazioni parlamentari, perché la formulazione (assai infelice) della nuova versione del 5 per mille, contenuta nella finanziaria per l'anno 2007, lasciava a successivi decreti l'attivazione della procedura. Per l'anno 2007 la domanda di iscrizione può essere presentata entro il prossimo 20 marzo.  (per vedere l'intera notizia, cliccare su >> al termine della presente news ) Ricordiamo sempre che, a nostro avviso, le associazioni sportive dilettantistiche sono escluse dalla facoltà di presentare l'istanza, salvo il caso in cui operino nella qualifica di Onlus e l'attività sia rivolta a favore di soggetti svantaggiati (ad. es. a favore di disabili, di norma con affiliazione al C.I.P.) - ndr    

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1.1.Fondo patrimoniale comune – Autonomia patrimoniale imperfetta e perfetta. I contributi degli associati e i beni acquistati dall’ente costituiscono il c.d. fondo comune e su di esso si possono eventualmente soddisfare i terzi creditori dell’associazione. Ancorché il patrimonio (fondo comune) dell’ente si distingua e differenzi da quello degli associati, solo l’associazione riconosciuta gode di autonomia patrimoniale perfetta . L’associazione non riconosciuta non gode di autonomia patrimoniale perfetta, ma solo imperfetta, perché per soddisfare le obbligazioni dell’associazione sono responsabili solidalmente e personalmente coloro che hanno agito in nome e per conto dell’associazione medesima (art.38 c.c.) L’associazione riconosciuta, invece, (come anticipato) gode di autonomia patrimoniale perfetta ed il suo patrimonio rimane nettamente distinto dal patrimonio dei suoi componenti. Conseguentemente: · I beni dell’ente appartengono a questo e non ai singoli associati; · Tra l’associazione ed i suoi membri possono costituirsi rapporti giuridici patrimoniali; · Il creditore di un’associazione riconosciuta non può opporre le sue ragioni di credito nei confronti dei singoli associati, i quali rispondono solo nei limiti della quota conferita. · Il creditore del singolo membro non è anche creditore dell’ente e, in caso di insolvenza, può rivalersi soltanto attaccando il patrimonio del suo debitore e non anche quello sociale. · Gli amministratori sono responsabili verso l’ente secondo le norme del mandato (art.18 c.c.) ed è però esente da responsabilità quello degli amministratori il quale non abbia partecipato all’atto che ha causato il danno, salvo il caso in cui, essendo a cognizione che l’atto si stava per compiere egli non abbia fatto constatare il proprio dissenso. 2. Le Società di Capitali Come si è anticipato, qualora si voglia avviare un’attività sportiva dilettantistica nella forma societaria, usufruendo del regime fiscale di favore previsto dagli artt. 148 TUIR e 90 della L. n. 289/2002 non si dovrà optare per una società di persone, ma dovrà procedersi alla costituzione di una società di capitali ovvero di una cooperativa. Limitando, per ora, l’ambito di esplorazione alla forma della società di capitali emerge, anzitutto, che

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Il termine di cinque giorni (di cui all’art. 7, comma 1, del Decreto 13.7.2000), concesso per poter annullare il biglietto che dà diritto ad assistere ad una manifestazione sportiva, è da considerare come perentorio. In caso di furto dell’abbonamento, il legittimo titolare può comunque accedere nella manifestazione sportiva tramite il rilascio di biglietti omaggio o biglietti a prezzi di favore, mentre, invece, non è possibile fiscalmente il rilascio di un duplicato del titolo di abbonamento rubato o smarrito. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 27 del 28.02.2007 (allegata) , in risposta ad una istanza di interpello posta dalla SIAE. Inoltre, la medesima Agenzia ha chiarito che

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