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L'Ufficio Stampa dell'Agenzia delle Entrate informa che sono in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i seguenti modelli per le dichiarazioni dei redditi 2007, approvati ieri, giovedì 15 febbraio, con l'apposito provvedimento del direttore dell'Amministrazione fiscale: Unico Persone Fisiche Unico Societa' di Persone Unico Societa' di Capitali Unico Enti Non Commerciali Unico Consolidato Nazionale e Mondiale Irap.

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Spett. Fiscosport, sto predisponendo le certificazioni dei compensi art 25 legge 133 per l'anno 2006. Vorrei chiedere: perchè nei vostri modelli non è prevista l'addizionale comunale che noi applichiamo? Non vi è possibile creare un modello per la suddetta certificazione in cui poter inserire i compensi al netto di ritenute e addizionali, compresa l'addizionale comunale? Grazie (per noi sarebbe di grande utilità). risposta a cura del Rag. Pietro Canta, Consulente Nazionale Fiscosport - Imperia

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Per gli atleti stranieri dilettanti (USA-Brasile-Serbia-Canada-Irlanda) che percepiscono più di 7.500 €., la ritenuta alla fonte (o d'acconto) va effettuata? Nel loro paese devono presentare la dichiarazione e pagare le imposte?  Devono presentare il modello Unico in Italia? Grazie per la risposta e complimenti per il Vs. utilissimo sito. risposta a cura del Dott. Franco Vollono, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Brescia

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La nostra società sportiva dilettantistica (srl) partecipa al campionato di pallacanestro di A1 femminile. Alle atlete, oltre al compenso di cui alla L.133/1999 e art.67-69 Tuir, diamo in comodato gratuito l’abitazione e l’uso di una autovettura. Tale comodato rientra nel concetto di compenso in natura e quindi va ad incrementare quanto percepito in denaro? Come si quantificano eventualmente tali voci? Possiamo applicare l’art. 25 legge 133, anche se siamo srl? Grazie per l’attenzione. risposta a cura del Dott. Franco Vollono, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Brescia

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Le associazioni sportive dilettantistiche potranno subire i controlli del Fisco nel corso del primo semestre 2007. In particolare per gli enti che esercitano un’attività di tipo commerciale sarà privilegiata la verifica del periodo d’imposta 2004, mentre l’estensione dei controlli alle altre annualità viene prevista solo in caso risulti effettivamente proficua per il conseguimento di gettito erariale. Le indicazioni sono state fornite dall’’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 2 del 23.01.2007 relativa alla prevenzione e contrasto all'evasione - Anno 2007 - Primi indirizzi operativi. I verificatori identificheranno il personale presente al momento dell'accesso, individuandone le mansioni svolte, la data di inizio e la natura del rapporto contrattuale; i dati acquisiti sranno così confrontati con quelli risultanti dai libri e dalle scritture obbligatorie. Inoltre dovranno essere rispettate le norme in materia di "Statuto dei diritti del contribuente", contenute nella legge n. 212/2000. Controlli per gli enti non commerciali camuffati Si terrà conto, altresì, delle annualità di imposta, per le quali gli uffici hanno a disposizione: · segnalazioni qualificate predisposte nell'ambito dell'attività di intelligence, in particolare riguardo le imprese nascoste sotto forma di enti non commerciali; · delle posizioni soggettive per le quali le Direzioni Regionali abbiano accertato l'insussistenza dei presupposti per la loro iscrizione nell'anagrafe delle ONLUS o di quelle per le quali le attività istruttorie effettuate abbiano individuato lo svolgimento di attività commerciali da parte di soggetti per i quali, in precedenza, sia stata accertata la sussistenza dei requisiti formali per l'iscrizione nell'anagrafe delle ONLUS. Tipologia e forma dei controlli

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Il   Decreto Bersani (D.L. 4.7.2006 n. 223) ha introdotto delle novità in materia di attribuzione del numero di partita iva (art. 37, commi 18, 19 e 20) ed ha aggiunto una serie di disposizioni al corpo dell'art. 35 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 rubricato " disposizione regolamentare concernente le dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione attività ”. Quindi, l’associazione sportiva dilettantistica che vuole intraprendere un’attività di natura commerciale deve richiedere il numero di Partita IVA all’Agenzia delle Entrate, compilando il   nuovo modello AA7/8 .   La presentazione dei modelli AA7/8 e AA9/8 e la conseguente attribuzione della partita Iva comporterà l’attivazione di una serie di attività di controllo. L'agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, infatti, dovranno effettuare dei controlli con la finalità di accertare l'esercizio effettivo dell'attività. E’ stata introdotta una procedura per verificare la ricorrenza sostanziale dei requisiti che giustificano l'attribuzione del codice identificativo IVA e, in particolare, l'effettivo esercizio dell'attività dichiarata

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I contratti di sponsorizzazione e/o pubblicità stipulati da un’associazione sportiva dilettantistica sono soggetti ad imposta di registro? risposta a cura della Dott.ssa Laura Cantanna, Collaboratrice della Redazione Fiscosport - Venezia

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Gentile Fiscosport, avremmo da porvi questo quesito: qualora un’associazione sportiva dilettantistica riceva da parte di una ditta del materiale, come ad esempio delle divise, che riportano il marchio della ditta stessa, senza che vi sia alla base un contratto di sponsorizzazione né scritto né verbale, come deve essere considerato tale materiale recante il marchio della ditta? Ossia deve comunque, senza deroghe, essere considerata una sponsorizzazione tecnica con tutto quello che ne deriva (apertura partita IVA e relativi adempimenti) o può essere considerata una erogazione liberale in natura? Qualora potesse essere considerata una erogazione liberale in natura, deve essere contabilizzata nel rendiconto economico? Come? Ringraziamo anticipatamente. risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente Provinciale Fiscosport Siena

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Un'importante novità contenuta nell'art. 37 del decreto legge n. 223/06 statuisce l'esclusione dal campo di applicazione dell'IVA dei contribuenti persone fisiche che prevedono di realizzare un volume d'affari non superiore a 7.000 euro. Si tratta all’apparenza di una semplificazione non di poco conto, che permette un notevole sgravio degli adempimenti burocratici a carico degli interessati. Nelle slides che seguono vengono analizzati le regole e gli adempimenti a carico dei contribuenti e soprattutto l’economicità - francamente deludente - del nuovo regime di franchigia alle figure professionali che operano nel mondo sportivo.

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Le Società sportive dilettantistiche, quindi costituite nella forma di S.r.l. o S.p.A., possono erogare compensi al socio-amministratore in relazione alla carica sociale ricoperta, purché entro il limite previsto dal D.P.R. n. 645/1994 per la funzione di presidente del collegio sindacale delle S.p.A.. Solo in tale ipotesi le somme erogate non costituiscono distribuzione indiretta di utili. La precisazione è stata fornita dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 9/E del 25/01/2007, in risposta ad un interpello posto da un centro Sportivo costituito come società sportiva Dilettantistica S.R.L.. Si tratta del documento che ha chiarito anche altri punti controversi in materia. Tale risoluzione ha poi precisato che i compensi esclusi da tassazione (entro il limite massimo di 7.500 euro), di cui alla lett. m) dell'art. 67, comma 1, del TUIR, percepiti dal socio in qualità di istruttore e allenatore nell'ambito dell'attività sportiva dilettantistica, possono essere erogati purchè non superiori del 20% rispetto ai salari o stipendi previsti per le medesime qualifiche dai contratti collettivi di lavoro. Diversamente, come già ricordato per la fattispecie del socio amministratore, superando il predetto limite l’erogazione di tali somme darebbe luogo ad una distribuzione indiretta di utili. Un’ulteriore fattispecie presa in esame dalla risoluzione n. 9/E riguarda Un’ulteriore fattispecie presa in esame dalla risoluzione n. 9/E riguarda la percezione di un canone di locazione di immobili affittati dai soci fondatori in favore della società sportiva di cui fanno parte. Secondo l’Amministrazione finanziaria si configura l’ipotesi di distribuzione indiretta di utili, in violazione di quanto disposto dall’art. 90, comma 18, lett. d) della Legge n. 289/2002, qualora il canone praticato sia superiore a quello di mercato, determinato in base al valore normale (ai sensi dell'articolo 9 del TUIR). In definitiva, ha ammonito la risoluzione, deve essere accertato se, in concreto, mediante il cumulo di più incarichi o attività, i limiti quantitativi relativi a ciascun incarico o attività vengano di fatto superati, consentendo indirettamente una distribuzione di utili ai soci, che, invece, come è noto non è ammessa per gli enti non commerciali. Le norme per usufruire dei benefici fiscali

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Salve, innanzitutto complimenti per il servizio svolto, sempre pronto ed aggiornato, siamo una associazione sportiva dilettantistica in regime 398/91 con statuto che ripercorre il vs. modello inserito sul sito. Vorremmo sapere se per continuare a godere del regime 398/91 è obbligatorio avere il consiglio direttivo di 5 membri oppure è possibile aggregare tutte le funzioni svolte dal consiglio nella persona del presidente e, quindi, conseguentemente procedere alla modifica dello statuto in tal senso. Grazie risposta a cura del Rag. Pietro Canta, Consulente Nazionale Fiscosport - Imperia

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Nelle Vs. news e nei vari convegni avete ripetutamente portato l'attenzione sul fatto che allo scopo di beneficiare del regime ex L. 398/91 le associazioni sportive dilettantistiche devono allegare il quadro VO (di cui alla dichiarazione annuale IVA) alla dichiarazione dei redditi. La nostra domanda è allora la seguente (perché non ci è del tutto chiara la questione): tale adempimento va espletato soltanto per il primo anno in cui viene esercitata l'opzione in oggetto, oppure occorre allegare il prospetto VO anche alle dichiarazioni dei redditi riferite agli anni via via successivi? Grazie per la risposta e per l'ottimo servizio che state fornendo. risposta a cura del Dott. Massimo Tartaglia, Consulente Provinciale Fiscosport Agrigento

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Con la Finanziaria 2007 è passata la nuova versione del 5 per mille, più restrittiva rispetto a quella sperimentale dello scorso anno. Colpa delle risorse limitate e di un successo inaspettato tra i contribuenti .... Le novità sul 5 per mille si ritrovano nei commi dal 1234 al 1237 della legge finanziaria per il 2007 . Di seguito le riassumiamo. Destinatari del beneficio sono: 1. le O.n.l.u.s., le associazioni di promozione sociale (legge 383/2000) iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali e le associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, comma 1, lettera a), d.lgs. 460/97; 2 gli enti della ricerca scientifica e dell’università; 3 gli enti della ricerca sanitaria. Le associazioni sportive dilettantistiche potranno beneficiare della destinazione del 5 per mille solo se svolgono attività sportiva dilettantistica nei confronti di soggetti svantaggiati secondo il regime fiscale O.n.l.u.s.. Tra i soggetti beneficiari non vi sono più le fondazioni che, senza scopo di lucro, operano in via esclusiva o prevalente nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), del d.lgs. 460/97, secondo le modalità indicate nel medesimo decreto legislativo. E’ infine stabilito che lo 0,5% del totale determinato dalle scelte dei contribuenti è destinato a finanziare l’Agenzia per le O.n.l.u.s. e le organizzazioni nazionali rappresentative delle a. O.n.l.u.s., b. associazioni di promozione sociale e c. associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo dicembre 1997, n. 460, riconosciute come “parti sociali”. E’ previsto, a tale proposito, l’emanazione di un decreto di natura non regolamentare da parte del Consiglio dei Ministri con cui verranno stabiliti l’individuazione dei soggetti e le modalità di riparto delle somme inerenti lo 0,50%. Ha suscitato qualche perplessità la formulazione del comma 1234 e del comma 1237:

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