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31m_circolari-federazioni
In un lungo articolo pubblicato a fine settembre si illustrarono le novità intervenute a seguito delle due Delibere con le quali le Federazioni Rugby e Ciclismo hanno individuato le mansioni “necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche”, così come richiesto dalla Circolare dell’Ispettorato nazionale del Lavoro del 1/12/2016. Oggi presentiamo i recenti atti della Federazione Scherma e Federazione Ginnastica

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15m_lavoro-e-previdenza
La legittimità di un incarico per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica a fronte dell’erogazione di compensi ex art.67 comma I lett. m) T.U.I.R. richiede come noto il rispetto di varie condizioni che derivano in parte dal tenore della norma, in parte da indicazioni della prassi, recente e meno recente. Un interessante quesito giunto in redazione ci dà l'occasione di ripercorrere i punti essenziali.

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19m_le-risposte-ai-quesiti
Si chiede quale modalità di contratto di lavoro sia ammessa per retribuire un allenatore di una SSD che sia anche dipendente pubblico e quale sia la forma più conveniente fiscalmente per l'allenatore stesso (autonomo continuativo, occasionale, contratto sportivo dilettantistico, dipendente ecc).

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5026m
Un'associazione con partita iva iscritta allo CSEN organizza tornei per altre a.s.d. Si chiede come debba comportarsi fiscalmente per il corrispettivo dell'evento, in particolare se nei confronti di a.s.d. iscritte allo CSEN sia sufficiente emettere una ricevuta, e se nei confronti di a.s.d. non iscritte allo CSEN ma al CONI e affiliate ad altre federazioni debba emettere fattura o ricevuta.

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30m_scadenzario
Di seguito gli adempimenti più importanti con scadenza entro il 30 novembre 2017. Altre scadenze sul sito dell'Agenzia delle Entrate: in particolare per le associazioni senza Partita IVA (categoria G) e per le associazioni con Partita IVA (categoria E).

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3m_approfondimenti
L’Art. 40 del Disegno di Legge n. 2960 denominato “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020” (cosiddetta Legge di bilancio 2018) rubricato “disposizioni in materia di sport” prevede diverse misure in materia di sport. Premesso che, trattandosi di un D.d.L. non ancora approvato e potenzialmente soggetto a interventi modificativi, il testo dello stesso non può essere considerato definitivo, e che, al limite, potrebbe anche essere stralciato del tutto dalla Legge di Bilancio, può essere interessante analizzare la proposta di legge in quanto potenzialmente foriera di apportare novità di notevole rilevanza per il mondo sportivo dilettantistico, e, soprattutto, per i gestori degli impianti sportivi. Nel presente articolo ci si soffermerà, in particolare, su due interventi potenzialmente molto impattanti sulla gestione dei sodalizi sportivi: - la possibilità di esercitare attività sportive dilettantistiche anche con scopo di lucro; - l’ampliamento della franchigia esente per i compensi sportivi dilettantistici da 7.500,00 € a 10.000,00 €

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3m_approfondimenti
Proseguiamo la pubblicazione dei materiali presentati in occasione del IX Convegno Nazionale di Fiscosport tenuto a Napoli il 13 ottobre scorso: il questo numero l'analisi del nuovo elenco delle discipline sportive a seguito della delibera del CONI

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1m_5-per-mille
La Corte di Cassazione a sezioni unite ha definitivamente stabilito che la competenza giurisdizionale sul 5 per mille spetta alla magistratura ordinaria, stante il fatto che il contributo non è un’agevolazione fiscale.

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19m_le-risposte-ai-quesiti
Nel mese di ottobre 2017 una a.s.d. ha proceduto come previsto da Statuto alla nomina del nuovo Presidente, successivamente si è provveduto alla comunicazione al registro CONI e all'Agenzia delle Entrate attraverso il modello AA7/10; si chiede se tale variazione vada presentata anche tramite il modello EAS e in caso affermativo entro quali termini.

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5020m
Se l'iscrizione al registro nazionale delle associazioni CONI decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017, si chiede se sia possibile applicare la nuova tabella delle attività sportive dilettantistiche a partire dal 1° gennaio 2018. E se, di conseguenza, alle attività escluse dalla tabella, sia possibile applicare, fino alla scadenza dell'iscrizione, la disciplina fiscale utilizzata prima della nuova normativa.

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19m_le-risposte-ai-quesiti
Si pone un quesito in merito al trattamento fiscale dei compensi erogati per prestazioni di manutenzione dell'impianto sportivo, e degli spogliatoi. Secondo la Circolare dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro n. 1/2016 possono rientrare fra i redditi diversi art. 67, comma 1 lett. M) le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari, ecc. E comunque l'agevolazione è consentita solo al verificarsi delle seguenti condizioni: 1) che l'Associazione sia riconosciuta dal CONI; 2) che il soggetto percettore svolga mansioni rientranti, sulla base di regolamenti e delle indicazioni fornite dalle singole Federazioni, tra quelle necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo dilettantistiche, così come regolamentate dalle singole federazioni. L'Associazione sportiva interessata ha ricevuto dalla Federazione di appartenenza una comunicazione nella quale sono indicate le prestazioni di lavoro ritenute funzionali al perseguimento dei fini istituzionali della Federazione stessa e, nell'elenco, fra quelle tipiche, si trova anche l'attività di responsabile/addetto all'impianto. Allora finalmente si potrà definire chiarita la questione? Sarà possibile dare un piccolo compenso a questa figura con l'agevolazione prevista dall'art. 67? Se ciò fosse possibile occorrerà sempre presentare un mod. Unilav preventivo?

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19m_le-risposte-ai-quesiti
Lo statuto di una a.s.d. prevede: "Sono soci gli intestatari delle quote della società "xxx srl". Ad ogni quota corrisponde una quota associativa. La quota associativa non è rinunciabile e non è cedibile autonomamente, pertanto il socio si obbliga a a recedere dall'associazione nel caso in cui abbia a trasferire per atto tra vivi ed a qualsiasi titolo la quota della xxx srl ad esso intestata in quanto strettamente connesse." In questi ultimi anni questo vincolo ha penalizzato il ricambio sociale sia perché la cessione di quota di s.r.l. risulta onerosa sia perché ci sono soci che per vari motivi (età, malattia, problemi economici) non utilizzano le strutture sportive a devono ugualmente pagare la quota sociale annua stabilita dal Consiglio Direttivo. Si chiede pertanto se esista la possibilità di cedere il diritto di utilizzo a terzi della quota mantenendo inalterato lo statuto della a.s.d. e la proprietà della quota della S.r.l.

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