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Professionisti esperti in materie fiscali sportive

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Diciamo subito di quest'ultimo: si terrà nella giornata del 13 ottobre, a Napoli, il IX Convegno Nazionale di Fiscosport! Gli argomenti che verranno approfonditi dai Consulenti Fiscosport sono numerosi e importanti, quindi assieme agli auguri di buone ferie, un consiglio: barrare l'agenda per il prossimo 13 ottobre!

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L'art.148 del TUIR, al comma 3 dispone: " ... Per le associazioni ... sportive dilettantistiche ... non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, ... ". Una ASD che svolge corsi di Surf e discipline simili ai propri associati verso pagamento di corrispettivi specifici, al fine di erogare detto servizio noleggia, sempre a favore dei soci e sempre a pagamento, la relativa attrezzatura (singola tavola Surf, singola muta, ecc.). Si ritiene che entrambe i corrispettivi, corrisposti dai soci per attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, rientrino nel dispositivo del comma 3, art. 148 del TUIR. Si ritiene che tale agevolazione ricorra anche nel caso in cui il socio noleggi dalla ASD, sempre a pagamento, l’attrezzatura citata anche per praticare la disciplina sportiva al di fuori dei corsi a pagamento organizzati dall’Associazione, ma sempre con la supervisione dei tecnici della stessa. Si chiede conferma della correttezza di tale interpretazione.

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Si chiede se i ricavi commerciali di una a.s.d. possano superare i ricavi istituzionali e se corrisponda al vero che dal 2014 questa differenziazione non esiste più e dunque l'eventuale problema in realtà non sussiste. La questione si pone per un caso di una a.s.d. per la quale le entrate da sponsorizzazioni superano quelle delle quote degli associati.

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Si chiede di conoscere se vi siano forme di incompatibilità con i rimborsi forfettari percepiti da istruttore/allenatore di a.s.d. (entro i 7.500 o anche oltre ma sempre entro i 28.000) e la cassa integrazione ordinaria/straordinaria che lo stesso percepisce in quanto la sua azienda lo ha messo in cassa a 0 ore. Ci sarà incompatibilità con la NASPI che seguirà cessato il periodo di cassa integrazione straordinaria (in quanto obiettivo dell'azienda è la riduzione del personale)? Si chiede inoltre se vi siano obblighi di comunicazione preventiva all'INPS relativamente agli incarichi che danno diritto alla percezione di rimborsi forfettari da a.s.d., entro e/o oltre 7.500 euro annui.

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Si chiede se e in che limiti il singolo componente il consiglio direttivo di una a.s.d. possa essere ritenuto responsabile sia delle decisioni prese in ambito di consiglio direttivo e sia per le decisioni prese in autonomia e individualmente dal Presidente o dal Vicepresidente dell'associazione.

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In merito ai compensi di cui all'art. 67 lettera m) del T.U.I.R. si chiede se sia possibile corrispondere "compensi" per attività sportiva dilettantistica svolta da istruttori/allenatori in favore di asd/ssd, i quali come attività prevalente sono dipendenti della pubblica amministrazione (ad esempio: docenti di ruolo nella scuola pubblica). Il dubbio deriva dalla lettura del comma 23 dell'art. 90 della L. 289/2002 che parla di indennità e rimborsi di cui all'articolo 81 (ora art. 67), comma 1, lettera m): con tale riferimento ci si si limita alle sole indennità e rimborsi di cui all'art. 67 lettera m), oppure facendo riferimento all'art. 67 rientra tutto quanto previsto alla lettera m), per cui anche i compensi ?

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Di seguito gli adempimenti più importanti con scadenza entro il 31 luglio 2017. Altre scadenze sul sito dell'Agenzia delle Entrate: in particolare per le associazioni senza Partita IVA (categoria G) e per le associazioni con Partita IVA (categoria E)

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Si chiede se il presidente di una a.s.d., saputo che un dottore di medicina dello sport esegue visite mediche non agonistiche all'infuori della sede e della città dove ha lo studio autorizzato, debba rifiutare i certificati dallo stesso emessi e denunciare il fatto alle autorità competenti.

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Si chiede se per una s.s.d. a r.l. con esercizio 1/7-30/6 sia possibile adottare il regime della 398/91 a far data dall'inizio del periodo di imposta (1/7) o se vada comunque seguito l'anno solare (1/1) inviando la raccomandata alla SIAE entro il 30/6. Nel caso in cui sia possibile optare sin dal 1/7, occorrerà presentare la dichiarazione IVA per il periodo 1/1 - 30/6 in cui ancora non era attivo il regime della 398?

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Si chiede se un'associazione sportiva dilettantistica possa svolgere contemporaneamente anche attività di associazione culturale applicando ai due settori le rispettive norme fiscali (differenziazione rilevante per il diverso trattamento dei compensi erogati). Se sì, si chiede come vada compilato il modello EAS.

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Una amministrazione comunale, al fine di promuovere lo sport, organizza in collaborazione con le diverse associazioni sportive dilettantistiche del territorio, un campus sportivo della durata di due settimane, rivolto a ragazzi dai 6 agli 11 anni. In questo lasso di tempo i partecipanti avranno la possibilità di provare diversi sport seguendo le diverse attività sportive organizzate delle associazioni: basket, calcio, hockey, tennis, pallavolo, nuoto, atletica, ginnastica ritmica, danza. L'amministrazione comunale ne ha affidato l'intera organizzazione (con convenzione) ad una delle associazioni sportive (calcio), che all'atto del versamento della quota di partecipazione ha associato i partecipanti. Detta associazione ha poi riconosciuto alle altre associazioni un contributo per lo svolgimento del campus. Da qui il quesito: l'attività prestata da un'associazione sportiva ad un'altra (diversa federazione e/o EPS), su mandato dell'amministrazione comunale, a ragazzi soci dell'associazione formalmente organizzatrice, è da considerarsi attività istituzionale o commerciale?

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Un circolo ricreativo socio-culturale costituito nel 1994 e affiliato all'Associazione Nazionale Alpini, oltre a svolgere la propria attività istituzionale (attività socio-culturali, assistenziali e ricreative), gestisce anche un bar fruibile solo dagli associati. Si chiede se l'ente in questione, espressamente definito come circolo nel proprio statuto, possa avvalersi del regime fiscale 398/91 come per le associazioni sportive oppure se il fatto che venga definito "circolo" sia causa di preclusione all'accesso del suddetto regime.

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