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È stata firmata ieri, 17 luglio, l'ordinanza con cui anche l'Emilia Romagna apre agli sport di contatto. Con indicazioni ben diverse da quelle già dettate dalle regioni Toscana e Lombardia.

 

Il contenuto delle ordinanze della Toscana del 3 luglio e della Lombardia del 10 luglio è stato descritto in precedenti articoli a cui pertanto si rinvia, segnalando qui unicamente che i due testi sono praticamente identici, salvo che per una piccola aggiunta in quella lombarda.

La Regione Emilia Romagna - il cui intervento era atteso da tempo dal mondo sportivo locale - si è mossa invece in modo del tutto autonomo, riferendosi, tanto nelle considerazioni preliminari quanto nella specifica norma, ai protocolli già emanati dalle Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate ed Enti di Promozione Sportiva.

La Regione, insomma, prende atto che FSN, DSA e EPS hanno diramato linee guida, anche per gli sport di contatto, per prevenire o ridurre il rischio di diffusione del COVID-19 tra atleti, tecnici, dirigenti e tutti gli accompagnatori che partecipano alle attività organizzate; e considera che a questi stessi protocolli ci si potrà e dovrà riferire anche per le pratiche sportive svolte al di fuori di eventi organizzati.

Questo il testo della disposizione:

a decorrere dal 18 luglio 2020 è permessa la pratica degli sport, anche di contatto, le cui Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate ed Enti di Promozione Sportiva abbiano provveduto ad emanare protocolli al fine di prevenire o ridurre il rischio di diffusione del virus Sars-CoV-2 durante l’attività;

Si dispone inoltre (punto 2) che, in caso di eventi organizzati, oltre al rispetto dei rispettivi protocolli, le società testino gli sportivi tesserati con test sierologico entro 72 ore dall’evento e comunichino eventuali esiti positivi al dipartimento di sanità pubblica competente che provvederà al tampone (e nel frattempo lo sportivo interessato deve rimanere in isolamento fino al risultato del tampone medesimo).  Alle società, inoltre, si raccomanda di effettuare verifiche sierologiche periodiche e si richiede di mettere a conoscenza gli iscritti dei contenuti dei protocolli emanati da FSN, DSA e EPS.

Se la pratica sportiva viene svolta da non iscritti a società sportive e al di fuori di eventi organizzati, l’ordinanza (punto 3) richiede ai praticanti di comportarsi responsabilmente, a tutela della propria salute, e invita i non tesserati ad attenersi ai protocolli delle Federazioni reperibili sui rispettivi siti delle rispettive federazioni (e sul sito del Coni).

All'ordinanza è allegato un "manifesto" con le regole di comportamento richieste per evitare la diffusione del COVID-19: questo testo dovrà essere esposto, a cura dei gestori, negli impianti sportivi che ospitano sport di contatto.

Qui il testo integrale del provvedimento




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