Il quesito
Risposta di: Oscar Bazzotti

Le SSD sono società di capitali a tutti gli effetti e, di conseguenza, il loro sistema informativo contabile non può che essere ispirato al principio di competenza economica, che è quello previsto dall'articolo 2423-bis, numero 3, del codice civile.
Bisogna poi considerare che la distinzione tra attività istituzionali e attività commerciali è valida dal punto di vista fiscale ma non interessa dal punto di vista contabile: il sistema contabile è unico e deve abbracciare tutte le operazioni svolte dalla SSD, applicando ovviamente un unico criterio: come afferma la norma sopra citata del codice civile, "si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell'esercizio, indipendentemente dalla data dell'incasso o del pagamento".
Per quanto riguarda gli ammortamenti, non si può dare una risposta univoca ma occorre tener conto della natura e delle modalità di impiego dei relativi beni strumentali. Se l'uso è "specifico", vale a dire che sono utilizzati solo per le attività istituzionali oppure solo per le attività commerciali, allora entreranno esclusivamente in quella parte del rendiconto economico. Se l'uso è "promiscuo", il loro onere sarà ripartito tra un'attività e l'altra, in base al rapporto tra ricavi da attività commerciale o istituzionale e totale dei ricavi.
A proposito di quest'ultimo aspetto, vale la pena di aggiungere che il piano dei conti potrebbe e anzi dovrebbe essere strutturato in modo tale da evidenziare separatamente l'attività istituzionale e quella commerciale: si avrebbe così la ripartizione dei costi tra le due attività in maniera abbastanza facile.
Se, poi, la SSD avesse optato per l'applicazione della legge 398/91, tale ripartizione non sarebbe neppure necessaria ai fini fiscali – perché il reddito da attività commerciali verrebbe determinato in modo forfetario – ma manterrebbe comunque una propria validità dal punto di vista dell'informativa di bilancio.